Associazione culturale fondata nell'anno 2001

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Anna Poerio

Raffaele Poerio, fratello di Giuseppe, nacque a Catanzaro nel 1792. Intraprese da giovanissimo la carriera delle armi. Prestò servizio in Spagna alle dipendenze del re Giuseppe Bonaparte e ritornò a Napoli con Gioacchino Murat. Nel 1820 prese parte ai moti insurrezionali di Napoli contro i Borbone, ma dopo l’occupazione austriaca del Regno, fuggì in Calabria tentando la sollevazione di Catanzaro. Ricercato dalla polizia borbonica, riuscì a fuggire rifugiandosi prima in Spagna, poi in Inghilterra e a Malta. Nel 1823 prese parte ai moti della Rivoluzione Greca e svolse una missione durante la quale discusse con i capi degli insorti il progetto del generale Pepe di arruolare volontari europei da affiancare ai combattenti greci. Nel gennaio 1832 emigrò con altri patrioti italiani in Francia e si arruolò nella Legione Straniera, nella quale fu ben presto nominato ufficiale e intraprese una brillante carriera.
Ad Auxerre prese il comando del V Battaglione della Legione, che fu trasferito poco dopo in Algeria per intraprendere la campagna militare contro gli insorti delle tribù arabe guidate da Abdel-Kader. Raffaele Poerio si distinse in cruenti combattimenti contro le forze arabe. In seguito passò al servizio della Francia e, nel luglio del 1835, del governo spagnolo, con la cosiddetta Seconda Legione, per sostenere sul trono Isabella II contro le pretese dello zio Carlo Maria Isidoro di Borbone-Spagna.
Ritornato in Algeria rientrò nei ranghi della vecchia Legione. Nei combattimenti del 1842 per la repressione della resistenza anticoloniale algerina perdette il figlio Annibale Mariano, che nel 1840, non ancora ventenne, si era arruolato nella Legione. Promosso al grado di colonnello, assunse il comando della piazzaforte di Blida. Dopo diciassette anni di servizio coloniale, nel 1848, con lo scoppio della prima guerra di indipendenza, Raffaele Poerio rientrò in Italia. Con il grado di generale ottenne dal governo provvisorio della Lombardia il comando di una brigata della divisione di Ettore Perrone di San Martino. In seguito passò nell’esercito regolare sardo, nel quale prestò servizio fino al novembre 1851, anno in cui fu posto in congedo. Morì a Torino nel 1853. Fu sepolto nel cimitero di Torino (arcata n. 173, tomba n. 7). Successivamente la sua tomba fu collocata sotto i portici, a spese della città di Torino.

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