Associazione culturale fondata nell'anno 2001

da

Anna Poerio

Figlio di Cesare Poerio, nacque a Teverna il 3 febbraio 1648 e fu battezzato con il nome di Biagio Ottavio Annibale. Entrò nella famiglia francescana dei Minori Osservanti e prese il nome di Bonaventura. Fu insegnante di Filosofia e Teologia nel convento di S. Francesco di Cosenza. Primo visitatore di varie province francescane, fu infine Definitore provinciale e Ministro generale. Il 28 agosto 1694 Innocenzo XII lo nominò Commissario Apostolico per le visite dell’Ordine Serafico di ambo i sessi.
Nel 1697 Carlo II re di Spagna lo propose arcivescovo di Salerno. La nomina reale fu confermata da papa Innocenzo XII l’11 novembre 1697 e la consacrazione episcopale fu fatta dal cardinale Sebastiano A. Tanario il 17 novembre. Appena giunto in diocesi, il 20 gennaio 1698 inizia la prima delle dieci visite pastorali che compirà poi nell’arco di venticinque anni di servizio episcopale e che gli permetteranno di avere una visione chiara delle condizioni spirituali, economiche, agrarie, demografiche di ogni parrocchia e di porvi rimedi necessari.
Non si conosce il numero di sinodi da lui tenuti nella diocesi. Si sa, invece, che la riforma da lui voluta, e tesa alla restaurazione della disciplina ecclesiastica e alla eliminazione degli abusi, gli procurò accuse e calunnie. Il Poerio fu accusato di vendere le patenti di arcipreti anche a laici; di concedere, dietro pagamento, la licenza di lavorare anche di domenica, di promuovere all’ordine sacerdotale soggetti inabili, di far la visita pastorale soltanto per quattrini. Il Poerio, nell’inchiesta formale aperta dalla Nunziata Apostolica di Napoli contro di lui, rispose a tutte le accuse con una documentazione chiara e serena, provando la sua innocenza. L’impegno e il tempo profuso per difendersi non distolsero il Nostro dal suo lavoro: egli costruì e sistemò in maniera organica l’archivio diocesano, ridotto in pessime condizioni e privo di importanti diplomi di re e principi; si preoccupò di salvare i beni della chiesa salernitana, manomessi ed usurpati nel passato.
Durante il torbido dominio austriaco nel regno di Napoli (1707-1734) nella città di Salerno e altrove si visse in un clima veramente oppressivo. Ma il Poerio non si scoraggiò nel difendere i diritti della sua chiesa sia nei tribunali della Santa Sede sia con i ministri regi.
Promosse ed incoraggiò centri di spiritualità e di case religiose sia in città che in diocesi. Soprattutto fece oggetto particolare delle sue cure pastorali il Seminario.
L’Opera che fa ricordare nei secoli il nome di Poerio è la ricostruzione della Cattedrale di Salerno, per la quale egli versò anche una sua personale offerta di mille ducati, imitato in questo anche dal sindaco e dagli eletti, oltre che dal clero e da alcuni nobili della città. Fece venire il legname necessario dalla Calabria e nelle cappella di S. Anna (oggi del Sacro Cuore) Poerio fece erigere anche la sua tomba, ma non ebbe la gioia di vedere completamente finita la sua cattedrale.
Morì, infatti, a Salerno il 18 novembre 1722, dopo 25 anni di laborioso e sofferto ministero. Gli storici della diocesi campana lo collocano nella serie dei più distinti arcivescovi della chiesa salernitana, in un’aureola di opere e di meriti particolari. La città di Salerno, riconoscente, gli ha intitolato una via.
Sulla sua tomba è incisa una lunga iscrizione, di cui si riporta di seguito la parte iniziale:

D.O.M.
F. Bonaventura Poerius Archiepiscopus Salernitanus
Patritius Tabernensis dum Avitae Nobilitatis splendorem
Seraphicos – inter cineres opprimere pone Studuit Maiorem
Inde traxit – Ad OMNES QUIPPE GRANDUS INEXPLETO CURRICULO

(Notizie tratte da: Leonardo Calabretta, Le diocesi di Squillace e Catanzaro. Cardinali, Arcivescovi e Vescovi nati nelle due diocesi, Luigi Pellegrini editore, Cosenza, 2004)

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